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Cacao e sport. Un aiuto (vegetale!) sempre più vincente

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La connessione tra una dieta ricca in alimenti di origine vegetale e un beneficio per la salute, sport compreso, è stata ampiamente dimostrata da numerosi studi condotti su vasti campioni di popolazione.

A oggi, è noto che l’elevato consumo giornaliero di prodotti vegetali, oltre che di nutrienti e fibre, permette l’assunzione di molecole particolarmente importanti per la salute, collettivamente conosciute con il nome inglese di phytochemicals, cioè fitocomposti.

 

Queste sostanze fitochimiche appartengono a diverse classi di molecole organiche presenti nelle piante come i polifenoli, i terpeni o gli alcaloidi. Nell’ambito della grande famiglia dei polifenoli, a cui vengono principalmente attribuiti gli effetti salutari sull’uomo, sono annoverati più di 8.000 composti con strutture diverse.

Da meccanismo di difesa a sostegno per l’organismo

I fitocomposti e nello specifico i polifenoli, vengono sintetizzati dalle piante in quanto decisivi per le interazioni ecologiche che le piante stesse hanno con altri organismi viventi e con l’ambiente in cui vivono. Infatti, contribuiscono a conferire maggiore resistenza contro microrganismi patogeni, insetti, erbivori e radiazioni UV.

 

L’interesse della comunità scientifica per queste molecole è aumentato enormemente negli ultimi anni in virtù della loro elevata concentrazione nella dieta ma anche e soprattutto, perché i polifenoli possono svolgere degli effetti preventivi sulla salute non ascrivibili alla sola e ben nota attività antiossidante.

 

Da un punto di vista nutrizionale, i polifenoli sono dei non-nutrienti della matrice vegetale e più propriamente degli xenobiotici, cioè sostanze esogene di origine naturale estranee alla nostra biochimica.

Una volta assunti, però, questi composti sono in grado di influenzare numerose vie di segnalazione cellulare e, quindi, di agire su specifiche attività enzimatiche capaci di conferire maggiore resistenza contro lo stress ossidativo, l’infiammazione o altri processi deleteri che minano il nostro stato di salute.

Più mitocondri muscolari, più energia

Studi recenti suggeriscono che i polifenoli possono risultare utili anche in un contesto sportivo, migliorando la performance fisica, il recupero e favorendo la concentrazione e la gestione dello stress.

 

Al di là delle azioni antinfiammatorie e antiossidanti, alcuni polifenoli sono in grado di influenzare processi specifici, quali la biogenesi mitocondriale (cioè la formazione di nuovi mitocondri) a livello muscolare, le funzioni vascolari e il flusso sanguigno a livello sistemico.

 

Tra le sostanze polifenoliche più studiate ci sono le antocianine, come la delfinidina, presenti in molti frutti di bosco, gli stilbeni, quale il resveratrolo, presenti nell’uva. O i flavanoli, vedi l’epicatechina, che si trovano nei semi della fava di Theobroma cacao (la parte della pianta usata per la produzione del cacao).

 

 

polifenoli

 

Tutto il buono del cacao nello sport

Negli ultimi anni, gli studi sulle azioni positive correlate all’assunzione regolare di flavanoli del cacao si stanno moltiplicando, grazie alla comprovata capacità di queste sostanze di aumentare i livelli endoteliali di ossido nitrico (molecola endogena che regola il tono vasale) e migliorare, così, le funzioni vascolari dell’organismo.

 

In questo senso, i flavanoli del cacao, alla dose di 200 mg/die, hanno ottenuto un’indicazione salutistica approvata da EFSA, l’agenzia europea per la sicurezza degli alimenti, riguardo l’effetto benefico sulla circolazione sanguigna.

 

Nello sport, l’azione dei flavanoli sulle funzioni endoteliali rappresenta di per sé un potenziale supporto alla performance atletica (miglioramento del flusso sanguigno, dell’ossigenazione dei tessuti, incluso il cervello, con conseguente maggiore capacità di concentrazione e gestione dello stress).

 

 

cacao

 

 

Non solo, questi composti sembrano agire positivamente anche sul metabolismo energetico e sulla biogenesi mitocondriale, con un possibile effetto diretto sulle funzioni muscolari.

 

Nel topo di laboratorio, un trattamento con 1 mg/kg di epicatechina per due settimane migliora le performance aerobiche e induce l’espressione delle proteine mitocondriali a livello muscolare. Inoltre, quando l’epicatechina viene assunta in combinazione a un ciclo di esercizi, la sua supplementazione induce nei muscoli scheletrici del topo un aumento della vascolarizzazione e della biogenesi mitocondriale, con un notevole miglioramento della tolleranza alla fatica da sforzo.

Cacao anche per gli anziani

Nell’uomo, uno studio randomizzato (soggetti presi a caso) e in doppio cieco (in parole semplici: il ricercatore e la persona sono allo oscuro di chi prende cosa), condotto su anziani sedentari, ha evidenziato un effetto diretto dei flavanoli del cacao sui meccanismi biochimici che regolano la biogenesi mitocondriale.

Tre mesi di trattamento con 20 g/die di cacao ad alto contenuto di flavanoli hanno aumentato i livelli di AMPK, SIRT1 e PGC1α (tutti fattori chiave nella regolazione del metabolismo e la biogenesi mitocondriale) nel muscolo scheletrico.

 

Nei soggetti sarcopenici – che perdono, cioè, massa muscolare – anche bassi dosaggi di epicatechina (25 mg/die) per 7 giorni, sono risultati in grado di indurre la sintesi proteica e un miglioramento della forza muscolare (handgrip test).

Il cacao? Un freno all’infiammazione e allo stress ossidativo

Il nostro gruppo di ricerca ha recentemente condotto uno studio clinico su adulti sani (n 48) supplementati per 1 mese con un cacao ad alto contenuto di flavanoli, dimostrando un’efficacia di tale supplementazione nel migliorare il metabolismo lipidico e ridurre significativamente i marcatori dello stress ossidativo e dell’infiammazione.

 

Un dato assolutamente originale evidenziato da questa ricerca riguarda la capacità dei flavanoli del cacao di preservare e ottimizzare i livelli organici di omega-3, gli acidi grassi essenziali cruciali per la risoluzione dei processi infiammatori.

Cacao e maggiore lucidità mentale sotto sforzo

Numerosi studi controllati condotti sull’uomo hanno inoltre evidenziato come alimenti contenenti adeguate concentrazioni di flavanoli del cacao possono aumentare le funzionalità fisiologiche di aree cerebrali deputate alla prontezza mentale e formazione di nuovi ricordi e rallentare il calo mnemonico legato all’età o allo stress eccessivo.

 

Un recente studio clinico randomizzato condotto su anziani sani ha dimostrato, per esempio che l’assunzione per 3 mesi di cacao contenente 200 mg/die di flavanoli, non solo migliora le performance mnemonico-cognitive, ma attiva in maniera specifica le funzioni metaboliche dell’area cerebrale, il giro dentato dell’ippocampo, deputata all’acquisizione di nuove informazioni.

COSMOS: lo studio di Harvard sui flavanoli del cacao

L’azione positiva dei flavanoli sulle funzioni cerebrali può rappresentare un aspetto estremamente interessante anche in un contesto sportivo, relativamente a lucidità e prontezza mentale sotto sforzo. Numerose nuove ricerche sul cacao sono attualmente in corso, tra queste il COcoa Supplement and Multivitamin Outcomes Study (COSMOS), condotto dalla Harvard Medical School. Questo studio ha arruolato ben 18.000 persone negli Stati Uniti per valutare in uno studio randomizzato in doppio cieco, della durata di 5 anni, l’effetto sulla salute cardiaca e cerebrale dei flavanoli del cacao. Si tratta di un’enorme idagine e che sicuramente darà ulteriori risposte sull’efficacia salutistica di questi straordinari polifenoli.

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Il dottor Giovanni Scapagnini, MD, PhD, è attualmente Professore Associato di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare all’Università degli Studi del Molise. In precedenza, aveva ricevuto un incarico di Professore Associato al Blanchette Rockefeller Neurosciences Institute presso la West Virginia University, Rockville, Maryland (Stati Uniti), oltre che all’Istituto di Scienze Neurologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ha svolto il ruolo di Visiting Scientist al NINDS (National Institute of Neurological Disorders and Stroke) del National Institute of Health, Bethesda, Maryland, e al Northwick Park Institute for Medical Research, Harrow, Regno Unito. Dal 2004 è Visiting Professor alla University of Maryland di Baltimora (USA). Il dottor Scapagnini è Vice Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINUT). Ed è Direttore Scientifico del Consorzio Interuniversitario Sannio Tech, con sede ad Apollosa (BN). Attualmente, la sua attività di ricerca si incentra sul ruolo funzionale dei fitonutrienti come regolatori del processo di invecchiamento.