giro-italia

Giro d’Italia: il suo costo energetico

Latest from Science

Assistere a una tappa dolomitica del Giro d’Italia, che ha una lunga percorrenza e un elevatissimo dislivello positivo, e che viene portata a termine a una media oraria prossima ai 40 km, lascia tutti a bocca aperta. 

E fa sorgere un paio di domande: «Quanto sarà il suo costo energetico? E quale sarà quello dell’intero Giro d’Italia: tre settimane di combattimento ai massimi livelli di impegno fisico?».

 

Con tutta probabilità, abbiamo sentito raccontare quanto siano abbondanti i pasti consumati dai corridori durante queste settimane. Di certo, sappiamo che assumono supplementi dietetici energetici per aumentare la quantità di calorie assunte giorno per giorno, soprattutto durante le tappe. Forse immaginiamo che, con l’allenamento quotidiano, di molte ore, a elevate intensità di esercizio, possa svilupparsi una qualche capacità di risparmio delle energie rispetto a quelle necessarie a un ciclista meno evoluto. Ma come stanno davvero le cose?

Il lavoro meccanico prodotto ha il suo costo. E non fa sconti

Innanzitutto, l’ipotesi che l’allenamento di un professionista porti a un risparmio del costo energetico della sua prestazione sportiva rimane a tutt’oggi parecchio incerta. Non ci sono certezze di sconto, ma pare che il prezzo vada pagato per intero. È vero, il peso di questi ragazzi è estremamente contenuto, le biciclette sono leggerissime, la posizione in sella è sempre aerodinamica, la scia creata dagli altri corridori di grande aiuto.

 

Eppure, una volta sfruttati questi vantaggi, non sembra possibile che l’allenamento possa ridurre in modo significativo il numero di calorie da consumare per arrivare al traguardo.

Il ciclista professionista è molto allenato alla produzione di energia e questo gli permette di pedalare a velocità e per tempi improponibili per i ciclisti non professionisti, ma le calorie da spendere non si riducono o, comunque, non è chiaro che sia così. In altri termini, il ciclista professionista è in grado di produrre molta più energia ma, a parità di lavoro meccanico prodotto, non sa risparmiarla.

giro-italia-1

Il costo energetico delle tappe

Quante sono le calorie necessarie per portare a termine una tappa del Giro d’Italia? La recentissima pubblicazione dei risultati di uno studio condotto su 9 professionisti di una squadra World Tour durante una corsa analoga, il Giro di Spagna, ci dà un aggiornamento delle conoscenze.

 

Come atteso, i numeri relativi al costo energetico  delle singole tappe sono elevati, anche se variabili in funzione del peso del ciclista e della media oraria della tappa, della sua lunghezza e del dislivello.

Nello studio spagnolo è stato misurato che in una tappa di pianura le calorie consumate vanno dalle 2.500 alle 4.000. In una tappa con dislivello moderato dalle 3.000 alle 4.500 e in una di alta montagna dalle 4.000 alle 5.500.

Tuttavia, sappiamo che valori anche superiori non sono eccezionali. Se pensiamo che un piatto di pasta da 100 g ne apporta meno di 350, comprendiamo quanto sia complicato mantenere un accettabile bilancio energetico (tra entrate e uscite) durante i giorni di una corsa a tappe di 3 settimane.

 

Questa difficoltà è resa maggiore da vari fattori, due in particolare. Il primo è che i pasti veri e propri che un ciclista consuma durante una corsa a tappe, in genere, sono due al giorno: colazione e cena. Peraltro a orari, non di rado, disagevoli viste le difficoltà organizzative imposte da più motivi, vedi i trasferimenti pomeridiani/serali dalla sede di arrivo di una tappa alla partenza della successiva.

 

Il secondo è che l’esercizio fisico strenuo è un forte inibitore dell’appetito, da qui la tendenza alla riduzione degli apporti nutrizionali dalla prima alla seconda, soprattutto alla terza settimana di gara, quando la fatica si fa sentire di più.

 

giro-italia-2

Come i professionisti gestiscono le quantità di carboidrati

Per fortuna, e in particolare tra il 2000 e il 2010, sono stati fatti molti passi avanti nelle conoscenze sulla fisiologia della digestione e dell’assorbimento intestinale dei carboidrati.

 

Da allora, si hanno le idee ben chiare su quali siano le modalità ottimali di supplementazione di un ciclista nel corso di una gara. Tanto grandi da sfruttare al meglio le potenzialità digestive e assorbitive e, allo stesso tempo, non così grandi da causare stress gastro-intestinale.

Se si usano le giuste miscele di glucosio o, meglio, i suoi polimeri (maltodestrine) e di fruttosio, si possono assumere circa 90 g di carboidrati ogni ora di ciclismo che, in una tappa di circa 5 ore, con qualche pausa nell’assunzione, corrispondono a circa 400-450 g di carboidrati.

Nel rispetto (in alcuni casi non completo) di tali indicazioni, i ciclisti professionisti dello studio condotto durante il Giro di Spagna avevano assunto dai 65/70 ai 100/115 g di carboidrati per ogni ora di gara. Tuttavia, gli autori hanno segnalato come in alcuni casi tali quantitativi possano essere stati sovrastimati, considerata la difficoltà di stabilire con precisione quanto sia stato realmente e completamente ingerito dai corridori durante le tappe.

 

Per quanto ben eseguito, questo apporto non basta, quasi mai, a compensare il costo energetico della gara, visto che in una tappa di 5 ore equivale “soltanto” a un numero di calorie compreso tra 1.300 e 2.300.

 

Ecco perché è essenziale assumere altri carboidrati sia nelle prime ore successive al termine delle tappe sia nei due pasti ordinari consumati come colazione e cena, sia in altri momenti della giornata, appena possibile.

 

Così facendo, i ciclisti esaminati nello studio spagnolo avevano raggiunto in ciascuna giornata (24 ore) un apporto complessivo di carboidrati compreso tra 750 e 1,050 g circa. Che equivalgono a oltre 12 g per ogni kg di peso dell’atleta.

 

giro-italia-3

 

Gli apporti calorici complessivi in una corsa a tappe di 3 settimane

Considerati anche gli altri nutrienti, cioè i grassi , ingeriti nella giornata in quantità inferiore a quella ideale, e le proteine, ingerite nella giornata in quantità superiore a quella ideale, le calorie assunte, in media, in un intero giorno del Giro di Spagna erano risultate tra le 4.500 e le 6.500 circa.

 

Con questi apporti calorici complessivi e i ricchi quantitativi proteici osservati, al termine delle tre settimane di gara i ciclisti avevano perso leggermente peso (circa 1 kg). Perdita che risultava ascrivibile solo alla massa grassa, mantenendo così integra quella muscolare.

 

Bibliografia

  • Muros JJ, Sanchez-Muñoz C, Hoyos J, Zabala M. Nutritional Intake and body composition changes in a UCI World Tour cycling team during the Tour of Spain. Eur J Sport Sci. 2019;19:86-94
  • Westerterp KR, Saris WHM, Van Es M, ten Hoor F. Use of doubly labelled water technique in humans during heavy sustained exercise. J Appl Physiol. 1986;61:2162-7
  • Saris WH, van Erp-Baart MA, Brouns F, Westerterp KR, ten Hoor F. Study on food intake and energy expenditure during extreme sustained exercise: the Tour de France. Int J Sports Med. 1989;10 Suppl1: S26-31
  • Rehrer NJ, Hellemans IJ, Rolleston AK, Rush E, Miller BF. Energy intake and expenditure during a 6-day cycling stage race. Scand J Med Sci Sports. 2010;20:609-18

Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Gastroenterologia, è professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano. Responsabile del Servizio di Nutrizione nello Sport di Mapei Sport Service, ambulatorio di Medicina dello Sport e Centro Ricerche, a Olgiate Olona (VA). È consulente per la nutrizione di singoli atleti professionisti e squadre professionistiche di numerosi sport, inclusi ciclisti vincitori del Giro d’Italia e del Tour de France, squadre del Campionato di Calcio di serie A, campioni nazionali di atletica leggera e una atleta medaglia d’oro olimpica di sci alpino. Dal 2008 è membro di Equipe Enervit.