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I dolori da soprassella? Si prevengono così

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A un occhio inesperto, vederla così lineare, snella e slanciata, fa pensare: «Chissà come è scomoda!”.

Invece, ogni ciclista sa bene che la sella è tutt’altro che scomoda e che quel disegno allungato è indispensabile per favorire il movimento delle cosce. Ciò nonostante, tutti i ciclisti – chi più chi meno – almeno una volta hanno pagato dazio con formicolii vari o un vero e proprio dolore. Insomma, la sella è un argomento spinoso. Perché su quello spazio risicato, ma essenziale, grava uno dei cinque punti di appoggio del corpo (gli altri sono le mani e i piedi). Stiamo parlando dell’area perineale, una zona molto delicata, che i ciclisti chiamano soprassella.

D’altronde, stare in bicicletta non è come essere seduti in poltrona e dopo cinque o più ore di pedalata è normale incorrere in leggeri arrossamenti della cute o provare un lieve indolenzimento a livello delle punte ischiatiche, le ossa del bacino che appoggiano sulla sella. Tutto si risolve con creme emollienti da usare prima e dopo l’attività, un’igiene accurata della zona al termine delle uscite e un paio di pantaloncini freschi di bucato a ogni pedalata. Soluzioni note ai più. Meno conosciute sono invece le cause che portano ai problemi del soprassella. Vediamole.

I dolori da soprassella: lo sfregamento e la compressione

Analizzando le componenti dello stress nella zona di contatto con la sella, individuiamo due grandi colpevoli: lo sfregamento e la compressione. Lo sfregamento è continuo e reiterato e si attenua con la scelta di un pantaloncino perfettamente aderente, dotato di un fondello tecnico traspirante e imbottito. Oggi il mercato è ricco di ottime proposte in tessuti sintetici, di solito rifiniti con un trattamento antibatterico. Più complessa è la questione della compressione, che dipende da diversi fattori, quali lo stile di pedalata, il peso del ciclista, le irregolarità della strada e così via.

Le due zone di appoggio

Per comprendere il corretto appoggio sulla sella, immaginiamo una radiografia in presa laterale: si vedranno due zone distinte di contatto tra il bacino e la superficie della sella. La prima, più marcata, è nella parte posteriore della sella ed è rappresentata dalle ossa ischiatiche. La seconda, con un’impronta meno segnata, è quella anteriore a carico del pube.

La scelta della giusta “calzata” di una sella deve pertanto partire dall’analisi delle caratteristiche del bacino: l’apertura tra le ossa ischiatiche determina la scelta della larghezza, mentre l’inclinazione del bacino al momento dell’appoggio spingerà a scegliere una sella con uno scarico prostatico più o meno ampio.

È anche importante tenere in considerazione lo stile di pedalata: un atleta in posizione più rilassata, che si presenta con un angolo al busto aperto, si troverà più comodo con un appoggio largo e una maggiore imbottitura. Al contrario, chi predilige un assetto “pancia a terra”, da agonismo, opterà per un appoggio stretto, risentendo meno della scelta dell’imbottitura.

 

ciclismo problemi

L’inclinazione della sella

Tutto questo vale, a patto di regolare bene la sella. Infatti, non basta considerare l’altezza e lo scostamento (cioè l’avanzamento o l’arretramento della sella rispetto al movimento centrale), ma bisogna pensare anche all’inclinazione. L’operazione non è difficile e, tuttavia, richiede un po’ di attenzione: la punta della sella deve essere appena inclinata e mai oltre i 3 mm, pena il rischio di scivolare in avanti con il bacino.

Il ciclismo dà disfunzioni genitali?

Non esistono al momento evidenti correlazioni scientifiche tra la pratica del ciclismo e le problematiche urogenitali. Secondo uno studio scientifico, l’intorpidimento genitale che molti ciclisti avvertono non sembra essere associato a disfunzioni di carattere sessuale. Altri studi attribuiscono la causa di queste problematiche al tipo di sella utilizzata e a un errato assetto sul mezzo, piuttosto che alla pratica del ciclismo in generale.

 

L’intensa sollecitazione di un’area così delicata può, in presenza di altre concause (l’età, i problemi di ingrossamento della prostata o le infezioni come le prostatiti), peggiorare il quadro clinico e indurre il medico curante a consigliare una momentanea sospensione, al fine di favorire la corretta guarigione. Una volta risolto il problema, sarà possibile riprendere l’attività ciclistica in tutta tranquillità, senza incrementare il rischio di ricadute.

 

Bibliografia

  • Baradaran N, Awad M, Gaither T W, Fergus K B, Ndoye M, Cedars BE, Balakrishnan AS, Eisenberg ML, Sanford T, Breyer BN. The association of bicycle‐related genital numbness and Sexual Health Inventory for Men (SHIM) score: results from a large, multinational, cross‐sectional study. BJU Int.2018 May;23.
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Dottore in Scienze Motorie e Sportive, è preparatore atletico e titolare di “Reaction” a Saluzzo (CN): un centro che offre servizi nell’ambito dell’attività motoria, dalla riabilitazione alla performance. Preparatore atletico di Alex Zanardi e Vittorio Podestà, ori Paralimpici a Londra 2012 e a Rio 2016, si interessa di analisi biomeccaniche e valutazioni funzionali per migliorare il rendimento atletico. Appassionato di endurance, è un buon granfondista nel ciclismo. Dal 2014 fa parte di Equipe Enervit.